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Regione Campania – Settore istruzione – Centro direzionale is. A6 5°piano 80143 - Napoli Progetto scuole aperte INFORMAZIONI GENERALI TITOLO DEL PROGETTO Recuperiamo il mondo SOGGETTO PROMOTORE Istituzione scolastica Istituto Tecnico Commerciale. “G. Alberti rappresentante legale:Paolucci Giovanni Antonio indirizzo: Piazza Risorgimento città: Benevento prov. BN cap. 82100 tel.: 0824 313059 fax: 0824 313058 docente coordinatore del progetto: Prof.Massimo Cappelluzzo tel.: 0824 313059 fax: 0824 313058 e-mail: itcalberti@tin.it
Ente/associazione Progetto Uomo ONLUS rappresentante legale: Dott.Acunto Annabella indirizzo: P.co D’Isanto trav. Solfatara n. 3 città: Pozzuoli prov. Na cap. 80078 tel.: 081- 3032254 fax: 081- 3032254 referente del progetto: Dott. Arturo Carannante tel.: 081- 5269599 fax: 081- 3032254 e-mail: progettazione@albaconsulenze.it
SOGGETTO PARTNER 2Ente/Associazione LEGAMBIENTE CAMPANIA ONLUS rappresentante legale: Michele Buonomo indirizzo: Via MIROBALLO AL PENDINO, 30 città: Napoli prov. Napoli cap. 80138 tel.: 081261890 fax: 081261890 referente del progetto: Raffaele del Giudice tel.: 081261890 fax: 081261890 e-mail: presidente@legambiente.campania.it INFORMAZIONI RELATIVE ALL’INTERVENTO ANALISI DEL CONTESTO – LOCALIZZAZIONE DELL’INTERVENTOBenevento, nella classifica dell’anno 2002 stilata dal Sole24Ore, che assume come principale parametro quello della “qualità della vita”, si è collocata al 91° posto su 103, scontando il modesto tenore di vita della popolazione, la scarsa dotazione infrastrutturale e la penuria di risultati nell’ambito “affari e lavoro”. Altri aspetti preoccupanti sono forniti dall’elevato tasso di invecchiamento e dalla scarsa natalità della popolazione provinciale; quest’ultima ammonta a 286.040 unità distribuite in 78 Comuni, quasi tutti di esigua dimensione demografica: 49 hanno meno di 3000 abitanti, e solo 9, ivi compreso il capoluogo, superano i 5000. Al 2003, la popolazione residente in Campania nel range 10-18 anni è di 68.8054 unità, su un totale di 5.725.098 abitanti (pari a circa il 12% della popolazione).In tale fascia di età, rilevante appare il fenomeno della dispersione scolastica: se il tasso di astensione dallo studio è minimo nelle scuole elementari, le cifre salgono al 10% dei minori nelle scuole medie e subiscono un’impennata durante il primo anno delle scuole secondarie.Pur non presentando le stesse problematiche del resto delle province campane, riguardo i fenomeni dell’abbandono scolastico e della frequenza irregolare, spesso associati al lavoro nero ed alla microdelinquenza, si è venuto, di recente aggiungendo il problema costituita dall'emergere di una devianza nuova, con manifestazioni inedite, che vanno dal bullismo nelle scuole ad altre manifestazioni sul territorio, che presentano caratteristiche peculiari, differenti dalla delinquenza tradizionale, e correntemente definita con termini non tecnici, quali il "malessere del benessere" ovvero il " teppismo per noia”. Tali forme di criminalità si ricollegano altresì a carenze strutturali ed educative del contesto sociale. In particolare, le analisi dei dati sulla devianza minorile, in Italia, tendono a confermare il suo carattere urbano e suburbano.CARATTERISTICHE DEI DESTINATARI DEL PROGETTOIl progetto è destinato prevalentemente agli alunni interni alla scuola di ogni classe. Il gruppo di ragazzi verrà selezionato tenendo conto delle particolari esigenze di creare un gruppo che possa poi trasferire agli altri allievi dell’istituto e alle famiglie le lezioni apprese. FINALITA’ DEL PROGETTOIl problema dei rifiuti in Italia e soprattutto in Campania ha assunto negli ultimi anni proporzioni tali da diventare una delle maggiori fonti di preoccupazione sociale, sia di tipo ecologico che sanitario. Purtroppo, l'ecologia e la protezione dell'ambiente solo negli ultimi anni hanno assunto quell'importanza che meritano, tanto che oggi appaiono sempre più evidenti gli errori, causati in passato dalla mancanza di dati certi ed omogenei sulla produzione dei rifiuti. Per rimediare a tale situazione, urge un'efficace informazione non episodica ma continua e accurata, in grado di adeguarsi alla realtà rappresentata ed ai suoi cambiamenti, capace di dar conto delle risposte istituzionali e degli effetti prodotti dalle scelte e dagli interventi correttivi da esse determinati. Proprio in materia di rifiuti, una corretta informazione può determinare significativi cambiamenti nel comportamento dei consumatori che, presa coscienza delle dimensioni dei problemi ambientali, dovrebbero essere incoraggiati ad utilizzare prodotti che inquinano meno o che vengono da materiale recuperato o che possono essi stessi essere riusati e riciclati, determinando una significativa diminuzione dei rifiuti generati. La finalità del progetto è chiaramente educativa: solo attraverso la separazione corretta dei rifiuti possiamo permettere il recupero di risorse ed energia che sono racchiuse in un materiale riciclabile. La scuola quindi si configura come modello che permette di veicolare dall’alunno alle famiglia l’acquisizione di buone pratiche. OBIETTIVI DEL PROGETTO
Gli Obiettivi generali del progetto possono essere così elencati:
Obiettivi formativi trasversali:
METODOLOGIE
In termini generali la metodologia che si adotta è la continua ricerca di strategie e ipotesi operative verso una relazione ravvicinata e non episodica di persone in crescita, con adulti e comunità territoriale. In una prima fase la metodologia sarà affiancata dalla ricerca di un linguaggio comune, un modo per collegarsi sapientemente con i saperi, le tecniche e le esperienze degli operatori. In seguito si alimenteranno occasioni di messa fuoco di quanto apparteneva all’esperienza dei singoli perché diventi strategia comune. Infine di tutto questo va conservata una traccia utile a spiegare i percorsi e gettare le basi per nuovi sviluppi per il futuro. La didattica sarà improntata sulla continua possibilità dei corsisti di interagire e confrontarsi con il docente e con il gruppo classe, ciò per venire incontro a due esigenze fondamentali: da un lato, l’esigenza di essere orientati e formati rispetto agli argomenti oggetto del corso; dall’altro, l’esigenza di ricevere una formazione attraverso modalità interattive, che stimolino la motivazione ad apprendere e che non appesantiscano la didattica. Ne segue che diventa indispensabile utilizzare metodologie che tengano conto dei bisogni di interattività e di alternanza teoria-pratica, ovvero lezioni frontali integrate da esercitazioni individuali e di gruppo. -Lezione frontale secondo i principi di: Gradualità nell’esposizione dell’argomento e nelle fasi di istruzione pratica; Adattamento dei ritmi dell’esposizione a quelli dell’apprendimento; Uso di un linguaggio condiviso dai partecipanti al corso; Ripetizione delle informazioni e dei concetti chiave; Comparazione tra le informazioni teoriche ed esempi, analogie, associazioni a situazioni pratiche; Focalizzazione costante dell’attenzione degli ascoltatori sugli aspetti chiave; Comunicazione visiva delle informazioni teoriche attraverso schemi, diagrammi, disegni, videotape, lucidi,dimostrazioni multimediali; Spazio per le domande. -Attività di laboratorio (lavoro individuale e di gruppo) Simulazione Role-playing Ricerca-azione Brainstorming Discussioni di gruppo Case work Ricerche in internet VALUTAZIONE E MONITORAGGIOL’ azione di monitoraggio prevede l’osservazione di più variabili che, agendo simultaneamente nel contesto formativo, contribuiscono a dare un prodotto finale di qualità. Infatti, la qualità dell’azione formativa dipende dalla qualità delle interazioni che si stabiliscono tra i oggetti dell’azione di monitoraggio: docenti, allievi, scuola, partner, tutor, gruppo/ classe e logistica. Se a livello teorico le variabili in seguito elencate sono separabili, praticamente ciò diventa difficile, a conferma di come il monitoraggio di detti rapporti sia cosa molto più delicata di quanto possa apparire. La tabella di seguito riportata evidenzia sinteticamente gli obiettivi dell’azione di monitoraggio e gli strumenti per realizzarla:
Partendo quindi da questi dati si suddivide l’azione di monitoraggio in monitoraggio dell’apprendimento e monitoraggio del clima. MONITORAGGIO DELL’APPRENDIMENTO Obiettivi del monitoraggio dell’apprendimento (congiuntamente a quelli della valutazione) sono: 1. raccogliere dati sul processo di apprendimento dei contenuti del corso da parte dei singoli e del gruppo aula in generale, nonché del loro livello di impegno/partecipazione; 2. elaborare i dati raccolti ed attivare eventuali strategie di supporto. Le modalità e gli strumenti di attuazione sono le esercitazioni e le prove di verifica intermedie elaborate, somministrate e valutate dai docenti e il materiale prodotto nell’attività pratiche. MONITORAGGIO DEL CLIMA Obiettivi del monitoraggio del clima è osservare direttamente l’attività didattica lungo tutto il percorso formativo focalizzando l’attenzione in dettaglio su: 1. Elementi di osservazione delle dinamiche di interazione del gruppo aula 1.1 composizione del gruppo; 1.2 caratteristiche della leadership; 1.3 tipo di comportamento manifestato (dialogico, collaborativo, competitivo, ecc.); 1.4 capacità di ascolto reciproco; 1.5 tipo/livello di partecipazione all’attività formativa. 2. Elementi dell’osservazione nell’interazione docenti/corsisti 2.1 modalità con cui il docente raccoglie domande e osservazione dei corsisti; 2.2 capacità di adeguare il vocabolario ed i contenuti alle caratteristiche del gruppo; 2.3 capacità di concretizzare i concetti con esemplificazioni; 2.4 capacità di stabilire collegamenti con altre materie; 2.5 capacità di coinvolgimento/stimolo dei corsisti; 2.6 utilizzo di modalità idonee a favorire la memorizzazione (schemi, sintesi, mappe, ecc.); 2.7 modalità di gestione dei tempi (suddivisione dei contenuti, alternanza esercitazioni pratiche/aula, ecc.). Modalità: Per l’osservazione dei dati su indicati saranno predisposte 2 schede di osservazione costruite ad hoc. L’intera attività sarà coadiuvata da un esperto in valutazione e monitoraggio dei processi formativi.
Per ciò che concerne la tempistica il monitoraggio viene realizzato, congiuntamente ai momenti di valutazione, in tre momenti distinti: Monitoraggio ex-ante: analisi dei bisogni formativi; mappa delle competenze Monitoraggio in itinere: raccolta dati sull’apprendimento e sul clima ed eventuale ridefinizione della programmazione in funzione dei bisogni. Monitoraggio ex-post: analisi dei risultati e delle competenze acquisite. VALUTAZIONE L’azione di valutazione prevista si compone di tre momenti fondamentali: la valutazione in entrata; in itinere e in uscita. Valutazione in entrata: indagine sulle situazioni di partenza sia per quanto riguarda l’atteggiamento nei confronti del percorso formativo, sia per quanto riguarda le competenze di base e teorico/pratiche maggiormente affini alle materie progettuali. Questa fase di valutazione metterà a disposizione dei docenti esterni e del tutor informazioni utili sul grado di preparazione dei singoli allievi, prospettando interventi correttivi diversificati ed individualizzati. Modalità: viene somministrato un questionario di ingresso articolato nelle seguenti sezioni: - Dati generali - Aspettative formative - Conoscenza delle tematiche - Autovalutazione del proprio potenziale - Approccio al percorso formativo
Valutazione in itinere: consente di registrare costantemente i miglioramenti che avvengono durante il corso, le competenze progressivamente acquisite e di intervenire con azioni correttive mirate a superare le eventuali difficoltà incontrate.
Modalità: test di verifica dell’apprendimento programmato alla fine dei singoli moduli. Il questionario verrà elaborato dallo staff didattico e improntato sui contenuti specifici del modulo.
Valutazione in uscita: certifica l’avvenuto innalzamento degli standard culturali, formativi e l’acquisizione di competenze specifiche nel campo della prevenzione della dispersione scolastica. Questa fase di valutazione dei partecipanti diventa una parte fondamentale della valutazione del processo confermando o meno l’efficacia del percorso progettuale/formativo proposto.
Modalità: la valutazione finale, da prevedere l’ultimo giorno di corso, consiste di due momenti. Nella prima parte verranno presentati i risultati del lavoro portato avanti durante lo stage, alla presenza di una commissione formata dai docenti più significativi del progetto. Oggetto della valutazione da parte della commissione saranno le competenze di base, trasversali e tecnico/operative. La presentazione sarà seguita da una discussione aperta, in modo da stimolare nei corsisti una riflessione/valutazione del percorso formativo appena concluso. PROGRAMMAZIONE DELL’INTERVENTO
FASI DELL’INTERVENTO
ARTICOLAZIONE DELLE ATTIVITÀ’
Modulo 1. Orientamento e counseling – 25 oresi compone di più incontri da tenersi in momenti diversi del progetto congiuntamente all’attività didattica specificaObiettivi:Mettere al corrente le famiglie sul funzionamento e organizzazione della scuola nel campo della prevenzione alla dispersione scolastica;Illustrare ai docenti le metodologie e compiti pedagogici del progettoCreare partecipazione sui risultati e l’andamento del progettoOrientare i corsisti alla scoperta delle attitudini e potenzialità individualiDefinire un quadro iniziale delle cause del disagio sociale del singolo corsista mediante colloqui con i genitori;Individuare i casi di disagio generati da problematiche di genere (discriminazione; diverso accesso all’istruzione ecc.)Favorire la comunicazione e la comprensione nelle relazioni genitori-figliContenuti1.1 Incontro di presentazione: Accoglienza dei partecipanti e presentazione dello staff ai genitori e al collegio docenti1.2 Orientamento iniziale: esercitazioni volte alla scoperta delle attitudini e delle potenzialità individuali dei corsisti; interventi coordinati con l’ausilio di un consulente di parità.1.3 Colloqui di counselling: personalizzato; con le famiglie e congiunto famiglia/allievo1.4 Presentazione finale dei lavori.1.5 Orientamento finale: Bilancio del percorso svolto e autovalutazione; orientamento alla scelta/conferma del percorso scolastico e/o formativoModulo 2. I Rifiuti– 100 ore U.d. 1 Conosciamo i rifiuti Il ciclo di un rifiuto analisi della situazione attuale dei rifiuti differenziati nel comune di appartenenza della scuola e situazione generale in Campania tipologie di materiali riciclabili e modalità di raccolta nel territorio locale Monitoraggio dei servizi presenti nella scuola per effettuare la raccolta differenziata compilazione di schede di rilevazione. ricerca on-line siti dei consorzi nazionali per il recupero dei materiali e degli imballaggi riciclabili. ritiro schede di monitoraggio con discussione dei bisogni U.D.2 :conoscere analizzando: analisi chimicheattività di ricerca:scelta e raccolta di materiale da analizzare Studio dell'impatto dei composti chimici sull'ambiente Valutazione dell’analisi dell’inquinamento dell’ aria e dell’acqua Raccolta dei dati ottenuti file rouge: Gli inquinamenti provengono da attività industriali, agricole, urbane e raggiungono i più diversi comparti ambientali, con gradi di tossicità e sinergismo differenziati. Pertanto per valutare il livello raggiunto dal degrado ambientale è necessaria un'approfondita conoscenza a priori dell'ambiente da usare come base per successive rilevazioni periodiche che diano il quadro esatto dei cambiamenti avvenuti. Le sostanze chimiche presenti nell'ambiente possono provocare una serie di effetti biologici (tossici) che comprendono varie forme di alterazione, ciascuna delle quali richiede un periodo di tempo diverso prima di manifestarsi. Per analizzare la qualità ambientale si ricorre ad indicatori ambientali, cioè a caratteristiche empiricamente osservabili o calcolabili che descrivono un fenomeno e il grado di vulnerabilità prevedibile dell'ambiente.
Modulo 3. EDUCAZIONE AI VALORI: LEGALITA’, RISPETTO, TOLLERANZA - 100 ore
Contenuti
U.d. 1 Educazione alla legalità
L'educazione alla legalità ha per oggetto la natura e la funzione delle regole nella vita sociale, i valori della democrazia, l'esercizio dei diritti di cittadinanza. Educare alla legalità significa elaborare e diffondere la cultura dei valori civili, consente l'acquisizione di una nozione più profonda dei diritti di cittadinanza, partendo dalla consapevolezza della reciprocità fra soggetti dotati della stessa dignità. Essa aiuta a comprendere come l'organizzazione della vita personale e sociale si fondi su un sistema di relazioni giuridiche, sviluppa la consapevolezza che condizioni quali dignità, libertà, solidarietà, sicurezza non possano considerarsi come acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una volta conquistate, protette. Oltre ad essere una premessa culturale indispensabile, si pone come un sostegno operativo quotidiano, perché solo un'azione di lotta radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani, potrà acquisire caratteristiche di duratura efficienza, di programmata risposta all'incalzare del fenomeno criminale.
U.d.2 Educazione ambientale: I valori nella natura
Buona parte dei problemi che minacciano la convivenza pacifica o la tutela dell'ambiente, sono attribuibili non solo a fattori economici, naturali, storici, ma anche a interventi nella sfera pubblica che trascurano l'interesse della collettività o l'ambiente per privilegiare interessi particolari. Il principio di legalità in democrazia rappresenta un mezzo di prevenzione a questi rischi. L'educazione alla legalità tende a facilitare la partecipazione responsabile alla vita sociale, sviluppando la concezione del diritto come espressione del patto sociale, valorizzando la nozione di interesse comune. In questo contesto si inserisce perfettamente questo percorso di educazione ambientale, e più specificamente di recupero e riciclaggio dei rifiuti:in questo modo i giovani potranno mettere in pratica i principi e i valori acquisiti precedentemente.
- Esplorazione del territorio: tecniche di riciclaggio - Raccolta del materiale di riciclaggio e il suo riutilizzo a scuola - Tecniche di riciclaggio:e produzione di oggetti con materiale riciclato - Confronto delle diverse esperienze vissute - Mostra-evento con presentazione degli oggetti prodotti e le relative tecniche utilizzate
File rouge:Fare educazione ambientale non significa soltanto sviluppare la conoscenza di una determinata questione ambientale. Significa anche promuovere atteggiamenti, comportamenti consapevoli, più responsabili e motivati nei confronti delle risorse naturali. L'educazione ambientale favorisce la progettazione di esperienze didattiche in cui si adottano metodi e stili di lavoro nuovi, in grado di coinvolgere e motivare gli alunni. Le esperienze di questi anni ci hanno insegnato quanto sia importante offrire loro strumenti cognitivi, prima ancora che informazioni.
Mod. 4 Recuperiamo il mondo! 100 ore Il momento finale del corso sarà dedicato ad una serie di eventi destinati agli allievi partecipanti, alle famiglie, ai partner del progetto, alle associazioni presenti sul territorio per presentare i risultati del corso e sensibilizzare il maggior numero di persone sul problema dei rifiuti e del riciclaggio. Ciò avverrà attraverso la realizzazione di opuscoli e cartelloni prodotti dai ragazzi e la realizzazione di un punto informativo all’interno della scuola, anche con l’utilizzo del laboratorio multimediale. La giornata finale prevederà poi una mostra esposizione degli oggetti realizzati con materiale riciclato e la dimostrazione pratica delle tecniche di riciclaggio apprese.
RUOLO E FUNZIONI DEI PARTNER
Così come previsto dal bando, al fine di arricchire le esperienze e gli strumenti di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di promozione della coesione sociale e dei principi della cittadinanza attiva sono previste azioni di cooperazione e coinvolgimento nelle fasi di progettazione e realizzazione delle attività di soggetti del territorio, finalizzate a realizzare ogni misura necessaria alla piena partecipazione degli allievi alle attività formative e alla vita civile. Sarà realizzata una partnership con l’Ente di formazione professionale Progetto Uomo ONLUS (V. curriculum allegato) e con Legambiente Campania ONLUS. L’Istituto capofila sarà impegnato nelle attività di: progettazione del percorso formativo; coordinamento e direzione del corso; docenza; gestione amministrativa e prestazione di personale ATA; monitoraggio e programmazione delle attività formative nell’ambito degli incontri settimanali di programmazione e verifica tra il coordinatore e tutti gli altri docenti e operatori coinvolti; monitoraggio e programmazione delle attività formative nell’ambito degli incontri quindicinali di programmazione e verifica tra il coordinatore e gruppo di lavoro regionale documentazione e aggiornamento di un sito internet che sarà appositamente aperto. l’Ente di formazione professionale Progetto Uomo ONLUS sarà impegnato nelle attività di: supporto alla progettazione del percorso formativo in un’ ottica di cooperazione e concertazione; docenza; tutoraggio; Supporto all’attività amministrativa e gestionale; monitoraggio e programmazione delle attività formative nell’ambito degli incontri settimanali di programmazione e verifica tra il coordinatore e tutti gli altri docenti e operatori coinvolti informazione e orientamento dei partecipanti; elaborazione del materiale didattico. L’Associazione LEGAMBIENTE CAMPANIA ONLUS sarà impegnato nelle attività di: docenza e monitoraggio e programmazione delle attività formative nell’ambito degli incontri settimanali di programmazione e verifica tra il coordinatore e tutti gli altri docenti e operatori coinvolti; informazione e orientamento dei partecipanti.
RISORSE UMANE e INFRASTRUTTURALI
DURATA DEL PROGETTO:
Si prevede una durata complessiva in ore pari a 300. Come previsto da bando, Il progetto avrà inizio il 15/10/2006 e terminerà il 15/6/2007.
CRONOPROGRAMMA
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Istituto d'Istruzione Superiore "G. Alberti" Benevento |
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E-Mail bntd010002@istruzione.it | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Sito Web itcalberti.it | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||